Il mosaico come forma d'arte

"Nei lavori di Filippo Tazzari si incarnano la tradizione antica e moderna del mosaico ravennate, utilizzando non solo i materiali, ma anche le loro trattazioni, operate dagli antichi artisti bizantini e dai loro più moderni epigoni". (Michele Tosi)

Ad essi, allo studio dei maestri, si unisce una costante e fruttuosa ricerca, volta a sperimentare materiali inconsueti e le tecniche più innovative.
Il momento della progettazione assume un ruolo centrale, infatti la completa paternità dell’opera è una condizione irrinunciabile dall’istante in cui l’idea nasce a quando viene disciplinata e plasmata adattandosi all'ambiente senza intaccare la qualità e l'originalità dell’opera stessa.
L'architettura diviene il campo su cui lavorare direttamente, a partire dal taglio delle tessere, atto a se' stante inscindibile dall'ambiente e dai tratti peculiari che caratterizzeranno non solo l'opera, ma anche e soprattutto il suo contestualizzarsi all'interno della struttura.
Divengono così materia i dualismi e le dicotomie più accentuate e produttive, tra passato e presente, tra tradizione ed innovazione, tra forma ed astratto, tra indipendenza e funzionalità.
"Concetti diversi, ma in realtà intimamente legati tra loro, tanto che l'uno non sarebbe riconoscibile in mancanza dell'altro".
L'opera musiva riscopre tutta la propria unicità, nel farsi non solo arte, ma elemento architettonico unico, versatile ed impareggiabile.

 

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